Manifesti

Soundbeam il raggio del suono. Una psicotecnologia applicata all’espressività 6-09-2007

By settembre 6, 2007 No Comments

Ritorna l’appuntamento biennale con Documentaria – il Salone di idee, progetti e servizi per la scuola. Il tema di questa VI edizione è incentrato sulle Scienze, la tecnologia e il loro rapporto con società, politica e economia. In questo contesto la scuola svolge una funzione primaria, fornendo non solo le informazioni sulla ricerca tecnoscientifica attraverso l’opera divulgatrice degli esperti, ma anche gli strumenti concettuali e critici per inquadrare l’attività di ricerca e valutarne le conseguenze etiche, sociali e umane.

La manifestazione prevede conferenze, seminari e laboratori didattici, visite guidate, mostre, tavole rotonde, spettacoli e animazioni in città.

Il programma delle iniziative e tutte le informazioni inerenti sono pubblicate nelle pagine collegate in costante e continuo aggiornamento.

 

 

 

Modena 6 settembre 2007 alle 14.30 presso il Forum Monzani

Il seminario-laboratorio

Si rivolge prevalentemente agli insegnanti interessati alla teoria e alla pratica  di intervento in gruppi misti.

Applicazioni del Soundbeam: è un un mezzo espressivo in grado di motivare il movimento, la composizione, e il suono; può essere calibrato per rispondere a gesti minimi oppure ampi, così da potere essere adattato alle specifiche abilità/mobilità. E’ un eccellente esempio di lavoro con semplice connessione causale, permettendo di esperire un controllo che aiuta a gettare le basi dell’apprendimento; può venire usato in composizioni e progetti ambiziosi.

Vediamolo insieme. Il carattere essenziale delle psicotecnologie, intese come strumenti per la conoscenza e l’azione nei confronti degli esseri umani, come strumenti non di “protesi” ma bensì di “ibridazione” nel processo di crescita e di sviluppo,  è l’oggetto del lavoro che il team di operatori propone.

Vedere l’ascolto e sentire il vedere come bisogno dell’espressione neuromotoria. Monitorare i movimenti, che poi saranno convertiti in suoni, avviene sfruttato un principio del tutto analogo a quello usato dai pipistrelli per costruirsi una mappa della conformazione dello spazio nel quale sono immersi. A tal fine, una sorgente di ultrasuoni è il SOUNBEAM – emette degli impulsi che verranno riflessi da un eventuale ostacolo (la parte del nostro corpo che stiamo usando per “suonare”) presente nelle vicinanze. Un rivelatore di ultrasuoni, posto in prossimità della sorgente, sarà in grado di rilevare tale presenza grazie all’eco da essa prodotta. Non solo, valutando il ritardo tra l’istante di emissione dell’impulso e quello del suo ritorno (il tempo di volo dell’impulso), il sistema potrà risalire alla distanza dell’ostacolo.  Tale informazione, relativa al movimento, viene poi convertita in un’istruzione MIDI per la produzione di note o sequenze sonore pre-campionate.

La zona di sensibilità è costituita da un cono avente come vertice il generatore/rivelatore di ultrasuoni. L’estensione di tale zona viene scelta in funzione dell’ampiezza dei movimenti che si vogliono abbinare alle note e può andare da qualche decina di centimetri a qualche metro. Vi sono poi molti altri parametri su cui intervenire per calibrare la risposta del sistema e ottenere un’infinità di effetti diversi. Così, ad esempio, è possibile impostare il numero di frazioni in cui dividere il cono  di sensibilità, e ciò si tradurrà, in fase esecutiva, nella produzione di poche note con movimenti ampi o, all’opposto, di molte note con movimenti modesti. Si può selezionare il tipo di strumento destinato ad emettere le note, o decidere invece di produrre effetti particolari (scegliendo tra telefoni che squillano, uccelli che cinguettano, fucili che sparano e quant’altro viene messo a disposizione o optando per un campionamento in proprio).

Se due o più persone vogliono interagire col Soundbeam, possono farlo o riferendosi al medesimo generatore/rivelatore, e quindi condividendo lo stesso spazio sensibile, o attivando più generatori/rivelatori, così che ognuno possa delimitare il proprio spazio entro il quale agire. Il sistema così allestito può essere parte di un setting più ampio che preveda il contributo di strumenti tradizionali, pensando di poter arrivare fino alla composizione di una vera e propria orchestra che includa il Soundbeam tra i propri elementi.

 

Interventi
30 minuti   Relazione     “Psicotecnologie  e neuroscienze cognitive un ponte per l’attività e la  ricerca applicata in MUSICA terapia” Dott.ssa Roberta Frison

 

Titolo: “Favoleggiare musicalmente”

30 minuti   Laboratorio  per insegnanti rivolto ai  bambini gruppo max 8-10 persone  – Conducono con l?uso del Soundbeam

Alessandra Foppoli:           Dirigente di comunità, specializzanda in Musicoterapia.

Elena Rosselli:                      Musicista, specializzanda in Musicoterapia.

Carlo Stanzani:                     Fisico, insegnante, specializzando in Counselling Scolastico.

 

 

Titolo: “Espressività artistico-corporea musicale”

30 minuti   Laboratorio  per inseganti rivolto ai ragazzi  gruppo max 8-10 persone – Conducono con l?uso del Soundbeam

Alessandra Foppoli:           Dirigente di comunità, specializzanda in Musicoterapia.

Elena Rosselli:                     musicista, specializzanda in Musicoterapia.

Carlo Stanzani:                     Fisico, insegnante, specializzando in Counselling Scolastico.

 

Titolo: “Espressività e musica in gruppi misti”

30 minuti   Laboratorio  per insegnanti rivolto agli insegnanti gruppo max 8-10 persone – Conducono con l’uso del Soundbeam

Alessandra Foppoli:           Dirigente di comunità, specializzanda in Musicoterapia.

Elena Rosselli:                     Musicista, specializzanda in Musicoterapia.

Carlo Stanzani:                     Fisico, insegnante, specializzando in Counselling Scolastico.

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